Il Museo della Giostra

Luogo: Comune di Bergantino (Rovigo)
Oggetto: Museo della Giostra
Cronologia:  secolo XX
Azienda partner SoGeAgr: Azienda agricola Ecoflora Garden (Calto, RO)

Agenda 2030:

Abstract:

In un territorio economicamente depresso come il Polesine, sul finire degli anni ’20 del XX secolo due meccanici di biciclette restano affascinati dalla nascente industria delle giostre elettrificate, intuendone le potenzialità per il loro paese natio, Bergantino (RO). Nasce così uno dei più importanti distretti della giostra non solo italiani ma europei. Una storia che oggi viene ricordata grazie a un Museo, ricco di curiosità e percorsi espositivi.

Una storia incredibile

Il Polesine, al primo approccio sembra un non-luogo. Campi che si perdono nella nebbia, qualche casolare sparso. Alcuni paeselli con pochi abitanti, sempre più anziani. Il Po che scorre lento e inesorabile verso la sua foce. Il ritmo sempre uguale delle stagioni. Se capiti da queste parti, nella migliore delle ipotesi, ti sei perso. E invece….

Invece questo territorio è pronto a sorprenderci, a svelare i suoi segreti e i suoi gioielli nascosti. Alcune aziende agricole sono particolarmente all’avanguardia, come l’azienda Ecoflora di Calto, quella che si definirebbe un’azienda resiliente, un vivaio che rappresenta un punto di riferimento del settore nella zona, oltre che essere promotore di importanti progetti sociali. A queste realtà produttive si uniscono luoghi di grande fascino e interesse come il Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare di Bergantino, in provincia di Rovigo, non lontano da Calto.

Inevitabile porsi la domanda: cosa c’entrano le giostre con il Polesine?

Due visionari imprenditori

Tra ‘800 e inizio ‘900 il Polesine è un territorio economicamente svantaggiato, profondamente legato al fiume Po. Le lavandaie lavano i panni lungo le rive, gli scarriolanti riparano gli argini dopo le piene, i contadini lavorano la terra senza intravedere – oltre all’emigrazione – alcuna possibilità di emancipazione da una condizione misera.

Eppure qualcuno non si arrende, e proprio nell’anno più nero per l’economia mondiale, il 1929, due meccanici di biciclette di Bergantino hanno un’intuizione, quasi casuale. Umberto Bacchiega e Umberto Favalli vedono in una fiera una giostra elettrificata, un’autopista – come veniva chiamata, con automobiline ispirate a quelle che sfrecciavano nel Circuito di Monza. È un periodo, va ricordato, in cui per strada si vedono ancora poche auto che appartengono soltanto a persone facoltose: il sindaco (o il podestà), il medico condotto e pochi altri. A colpirli è la nonchalance con cui frotte di visitatori acquistano biglietti per assicurarsi un giro sul percorso. Soldi, tanti soldi, denaro che non si vedrà mai a Bergantino senza un’industria come quella delle giostre.

I due visionari decidono così di mettersi in proprio e costruire una loro autopista che battezzano “della Speranza”, con il preciso intento di emancipare il loro territorio dalla situazione di povertà in cui versava. L’idea funzionò e il loro esempio venne seguito da oltre cento famiglie: nascono così i “Bergantini”, giostrai conosciuti in tutte le fiere italiane. Per molti di loro il viaggio rimane una necessità di lavoro, ma il paese di origine resta un punto di riferimento affettivo e sicuro.

Accanto all’attività itinerante si sviluppa un’importante realtà imprenditoriale. Oggi nel Polesine operano circa 70 aziende specializzate nella costruzione di attrazioni, caravan di lusso e fuochi d’artificio. La clientela arriva da Europa, Asia, Americhe e Paesi arabi: un risultato impensabile per una terra un tempo conosciuta solo per le difficoltà. Questo distretto rappresenta un’eccellenza tecnologica italiana e ha trasformato Bergantino in un centro internazionale del divertimento.

Il museo

Non appena si giunge in paese, che oggi conta poco più di duemila anime, si è accolti dalla scritta “Bergantino Centro della Giostra”. Le giostre sono dunque l’oro di questa terra, al punto da essere definite dai giornalisti locali “fabbriche dei sogni”. E proprio per ricordare questa straordinaria storia, nel 1999 è nato il Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare. Istituito dal Comune di Bergantino e dalla Provincia di Rovigo con il sostegno del Ministero della Cultura e la collaborazione di altre istituzioni, è l’unico in Italia dedicato a questo tema.

Racconta non solo la storia delle giostre, ma l’intero mondo della fiera e dello spettacolo popolare dal Medioevo a oggi. Fin dalla sua apertura ha conquistato il pubblico, diventando meta di un turismo in continua crescita, proveniente anche dall’estero. È un museo che parla a tutti, perché custodisce una memoria fatta di luci, musica e sogni, capace di attraversare le generazioni e di restituire dignità culturale a un universo spesso poco conosciuto.

I percorsi espositivi non si limitano a ripercorrere la storia dell’ultimo secolo ma narrano ai visitatori un mondo, quello delle fiere e delle sagre, che risale almeno al Medioevo, basti pensare alle antiche fiere mercato o al più recente teatro delle maschere che intratteneva le piazze nell’Ottocento. Ma, ancora, passeggiando tra le sale del Museo ci si lascia incuriosire dalle origini dell’albero della cuccagna, dall’invenzione del cinematografo ambulante fino a scoprire come nascono i fuochi d’artificio e i moderni parchi dei divertimenti.

Nell’accogliere i visitatori, i curatori dei percorsi espositivi raccontano: “Fiere e Luna Park si pongono sempre come novità che vengono ad interrompere la monotonia della vita quotidiana e diventano uno spazio collettivo e ricreativo che si ricollega all’antica tradizione di piazza, in cui si rivive l’occasione dell’incontro e dello scambio, uno spazio che apre le sue porte su un “Altrove” ricco di suggestioni, di incanti e di promesse: la felicità, la trasgressione, il divertimento, la meraviglia, le forti emozioni, il diabolico…”.

Altre sorprese

Se il Museo della Giostra di sicuro non manca di soddisfare la curiosità dei visitatori, altri luoghi magici nei dintorni aspettano solo di essere scoperti. Oltre ad antiche ville signorili che impreziosiscono la storia locale, non possono mancare gli itinerari naturalistici che si intrecciano al corso del grande fiume. E se uscendo dal Museo rimane almeno un poco del fascino dell’“altrove”, allora il percorso dei Gorghi è sicuramente quello più adatto per riscoprire leggende letteralmente sepolte.

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